giovedì 3 luglio 2014


Dato il grande successo di pubblico la direzione del Museo ha deciso di prorogare la mostra fino al 13 Luglio


martedì 10 giugno 2014

Dopo 16 secoli.
Lo Stadio Domiziano nella storia di Roma antica è il primo e unico esempio di Stadio in muratura, costruito per celebrare il Certamen Capitolino Iovi, gara quinquennale istituita nell’86 d.C. a imitazione delle competizioni olimpioniche. Lo stadio fu fatto costruire per importare a Roma i giochi atletici greci apprezzati da Domiziano ma poco amati dai Romani, che li consideravano immorali, poco virili perché poco duri e non violenti; infatti si trattava di un insieme eterogeneo di competizioni sportive e artistiche musicali fra cui gare di canto e poesia . Lo stadio rimase in funzione fino al V secolo.
Dopo 16 secoli è stato riaperto al pubblico e il primo musicista che si è esibito è stato il maestro Daniele Mutino in occasione dell'inaugurazione della mostra Rumon all'inizio fu l'acqua di Adolfo Brunacci, dove la sua musica ha fatto da sottofondo alla bellissima  serata.



lunedì 7 aprile 2014

Il ballerino di Tip Tap e l'uomo della provvidenza
La strada è il palcoscenico della vita, è uno scenario in continua mutazione, teatro dell’imprevisto, tutto può succedere, come incontri più imprevedibili con personaggi curiosi e particolari, così come è successo qualche giorno fa a Beppe Boron, in arte Bepino Sasofone, storico artista di strada. Mentre suonava in piazza Farnese il brano Satin Doll di Duke Ellington, si avvicina un ragazzone americano dall'aspetto bonario e con un' espressione sorridente e meravigliata, appellandolo come l' uomo della provvidenza, poichè il brano in questione era proprio la colonna sonora delle sue esibizioni in America e lo invita a suonare in occasione di un suo prossimo piccolo show. E così è stato, nella sala Teatro della Chiesa di San Eustachio, David Rider accompagnato dal sax di Beppe ha raccontato la sua storia, dalla bellezza del ballo alla bellezza di Dio, da New York a Roma la testimonianza di un ballerino di tip tap che ha scelto il sacerdozio. Una storia particolare di un affermato ballerino di Broadway illuminato dalla vocazione , che il 24 di Maggio dedicherà la sua vita al sacerdozio. La serata è stata piacevole e la sua esibizione ha riscaldato l'atmosfera dove persone delle più svariate etnie hanno applaudito calorosamente e hanno reso omaggio al futuro sacerdote.

Anche io gli ho fatto i miei più sentiti auguri di buona vita e buon rapporto con il mondo poichè, pur avendo idee diverse, ritengo bello e  positivo il fatto che un uomo si dedichi con pace e amore al rapporto con il prossimo, e gli ho detto, stringendogli la mano, che non sapevo se la musica e il ballo avvicinasse a Dio, ma che certamente l'arte è amore rivestito di bellezza.







sabato 1 marzo 2014

La vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero. È un arcobaleno inesauribile di colori, un concerto interminabile di rumori, un caos fantasmagorico di voci e di volti, di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono per tessere la catena di eventi che determinano il nostro personale destino.
(O. Fallaci - Insciallah)

Artista di Strada a Piazza Navona ( Roma)
Photo Adolfo Brunacci


venerdì 11 gennaio 2013

11 gennaio 1999 un poeta ci ha lasciato




Era l'estate del 1969  o giu di li, noi giovani studenti dell'Istituto d'Arte di Firenze decidemmo di trascorrere la domenica andando a Livorno per guardare il mare e recarsi al mercatino americano per curiosare un po', un'amico operaio aveva una bianchina e con una piccola colletta mettemmo un po' di benzina e con tanta spensieratezza , via verso Livorno. In macchina eravamo tutti molto stretti e il mio compito era quello di tenere sulle ginocchia il mangiadischi rosso e inserire i 45 giri , la musica ci prendeva tutti e in coro tentavamo di cantare delle poetiche canzoni che uscivano un po' traballanti dal mangiadischi a pile.........nei quartieri dove il sole del buon Dio non da i suoi raggi.......................la chiamavano bocca di rosa metteva l'amore , metteva l'amore sopra ogni cosa...........impiccheranno Giordie con una corda d'oro.........Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano...........tu mi hai insegnato il sogno io voglio la realtà e mentre soffio a soffio le spinge lo scirocco sussurra un altro invito che dice devi amare.............  alla fine di tutte le canzoni , gridavamo "dai diamanti non nasce niente dal letame nascon i fior."..............
Arrivammo nella assolata Livorno , era quasi l'una , non c'era nessuno in giro e la fame incominciava a farsi sentire, ci guardammo un po' attoniti e gli altri decisero di andare a una vicina trattoria con i tavolini all'aperto, io rimasi un perplesso perché non avevo una lira in tasca , le ultime 200 lire  erano andate per la benzina, ma si sa la fame aguzza l'ingegno e decisi di mettermi fuori dalla trattoria dietro un vaso che divideva i tavoli e i miei amici mi avrebbero passato di nascosto ( per non pagare il coperto)   le varie cibarie che via via ordinavano. A volte il destino è strano e imprevedibile in quella trattoria era entrato Fabrizio De Andrè con altre persone  e occupava il posto vicino al tavolo dei miei amici, guardando questa mia figura curiosa che appariva e scompariva dietro la pianta , chiese ai miei amici ( uno di essi già lo aveva riconosciuto era l'operaio propietario dei dischi e della bianchina) chi era quel ragazzo che appariva e scompariva , loro un po' sfacciati gli dissero che non avevo i soldi per mangiare e non potevo entrare......pronuncio qualche frase, credo in dialetto Genovese e poi rivolgendosi a me mi disse :
"Dai entra non farti scrupolo , non ti preoccupare vieni sedere a mangiare con noi , ti offro io il pranzo.........."
E' stato il migliore cacciucco che io abbia mangiato, vicino al mio poeta preferito , forse il mio padre putativo che sempre porto nel cuore , che mi ha lasciato con le sue canzoni una traccia indelebile nel mio pensare ed essere.
Quello che ci siamo detti rimane una cosa privata, momenti che non potrò mai dimenticare .

Grazie Fabrizio  


Tutti gli anni , in questo giorno, riscrivo,  finchè mi è possibile questo post, questa piccola storia vissuta, un modo per ricordare , un poeta , un amico......


Adolfo Brunacci

mercoledì 4 aprile 2012

I ragazzi che si amano


I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore 
  
(Jacques Prévert)